IL BARBIERE DI SIVIGLIA

da giovedì 8 a domenica 11 novembre 2018
ore 21.00 (dal giovedì al sabato); ore 18.00 (domenica)


da Pierre de Beaumarchais, Cesare Sterbini e Gioacchino Rossini
progetto e regia di Gianmarco Cesario
con Gennaro Ciotola, Ivan Improta, Carlo Liccardo, Francesco Luongo, Enzo Padulano, Laura Pagliara
arrangiamenti musicali Mariano Bellopede
vocal coach Raffaello Converso
coreografie Enzo Padulano
scene e costumi Melissa De Vincenzo
assistente alla regia Assia Iaquinto
organizzazione Gianluca Corcione
produzione Fratelli Di Versi
in collaborazione con TRAM – Teatro Ricerca Arte e Musica

Il 13 novembre 2018 si celebreranno i 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossini, uno dei più importanti musicisti italiani, autore, tra l’altro, di immortali melodrammi ed indimenticabili opere buffe, tra le quali spicca, senza dubbio, “IL Barbiere di Siviglia”, che, con l’iniziale titolo di “Almaviva, ossia l’inutile precauzione” debuttava al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816. Il libretto, scritto da Cesare Sterbini, si ispira piuttosto fedelmente all’opera originale di Pierre de Beaumarchais, dalla quale era già stata tratta un’altra opera buffa di Giovanni Paesiello su libretto di Giuseppe Petrosellini, e, dopo un breve conflitto fra le due opere, nel quale pareva dovesse avere la meglio l’opera di Paesiello, quella di Rossini riuscì a surclassarla, diventando una delle opere più rappresentate al mondo, ed il suo successo ancora oggi, dopo oltre due secoli, resta immutato.

Lo spettacolo rappresenta il primo capitolo del progetto POPERA, finalizzato alla riscoperta dei classici del melodramma, attraverso una giocosa riattualizzazione, a favore del pubblico giovane, entrando quindi nel pieno delle celebrazioni che, nel 2018, ricorderanno il grande musicista pesarese. Il testo, rielaborando il libretto originale attraverso la contaminazione con il copione di Beaumarchais, evidenzia la grande vis comica del plot originale, i cui personaggi, ed i rocamboleschi intrecci, rivelano un’inequivocabile matrice della commedia dell’arte.

Le note romanze che caratterizzano l’opera sono riarrangiate in chiave moderna, in suoni che vanno dal rock alla musica cantautorale, dal pop elettronico, fino al rap, in una multicolore esplosione di suoni che intende coinvolgere ed appassionare il pubblico di neofiti e divertire quello degli appassionati.