Vissidarte 2018

VISSIDARTE FESTIVAL 2018
Rassegna di spettacoli che raccontano i pittori

quarta edizione

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venerdì 31 agosto 2018 ore 21:00

I CORTI DELL’ARTE

4 corti teatrali che raccontano Frida Kahlo, Van Gogh, Caravaggio e il Futurismo

FRIDA KAHLO
testo e regia di Gennaro Monforte
con Chiara Barassi, Roberta Guida, Ivan Improta, Josy Monaco

VINCENT VAN GOH
testo e regia di Sharon Amato
con Valerio Lombardi

FUTURISMO
testo e regia di Fabio Di Gesto
con Simona De Sarno, Gabriele Pinto, Francesca Morgante, Mariaclaudia Pesapane

CARAVAGGIO
testo e regia di Riccardo Pisani
con Roberta Aprea, Simone Di Meglio, Federica Palo, Daniele Bifulco

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sabato 1 settembre 2018 ore 21:00

LA SPOSA DEL VENTO

Oskar Kokoshcka

Premio “Parole d’arte” 2018

di Sergio Casesi
con Luna Romani, Andrea Vellotti
regia di Andrea Vellotti

La vita, l’amore e gli spettri di Oskar Kokoschka, la sua arte, la sua pennellata, le sue visioni… tutto ciò e molto altro ancora racchiuso in un sogno, o forse un incubo, senza tempo e spazio ma che contiene in sé molte epoche e diversi luoghi. In questo delirio febbrile, a volte completamente irrazionale e disconnesso da qualsiasi senso, altre molto lucido, quasi premonitore, Oskar rivivrà momenti della sua vita, attraversando un turbine di emozioni vasto e articolato, affiancato dalla sua Alma, e da una sua proiezione, e da fantasmi e mostri che gli faranno visita sbattendogli in faccia scomode realtà. Lo Zingaro dell’espressionismo ci mostrerà il suo animo e l’inquietudine che contraddistingue la sua opera e le sue gesta umane e artistiche.

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domenica 2 settembre 2018 ore 21:00

EL GRECO. LA STRANEZZA E L’ETERNO

scritto e diretto da Antonio Gargiulo
con Giuliano Casaburi, Antonio Granatina, Ciro D’Errico
scene e costumi Extralab

La storia dell’arte è costellata di astri luminosi, autentici punti di riferimento per coloro che ricercano orientamento tra i marosi dell’ispirazione. Capita, poi, che, per errore, negligenza degli addetti ai lavori, o solo per l’azione coprente del tempo, le orme più uniche, gli artisti più singolari restino per lungo tempo in un muto silenzio di dimenticanza. El Greco entra appieno in questo novero, ignoto al grande pubblico, amatissimo dagli appassionati, vera luce di ispirazione per coloro che agli inizi del secolo scorso, circa due secoli e mezzo dopo la sua morte, ne riconobbero la grandezza e se ne lasciarono affascinare. L’intenzione di questa mise en scène pur divulgativa, ha prima di ogni cosa intento di omaggiare un maestro visionario, capace di immaginare modalità d’arte nuovi due secoli prima di quanto la società sarebbe stata capace di accettare. Il tutto senza rinunciare a una dinamica scenica vivace. La scelta registica è essenziale. Quasi tutto si affida alla luce, al suo potere evocativo, alla capacità di suggestionare, così come lo stesso Greco, nel secolo di Michelangelo, fu determinato a fare, fino alla morte.