START

da giovedì 24 a domenica 27 gennaio 2019
ore 21.00 (dal giovedì al sabato); ore 18.00 (domenica)


testo e regia di Giovanni Del Prete
con Orazio Cerino, Francesca Iovine

La storia si basa su fatti realmente accaduti durante l’occupazione tedesca dell’ucraina nella seconda guerra mondiale, in particolare nel 1942. I fatti hanno per veri protagonisti dei calciatori della Lokomotiv Kiev e della Dynamo che a campiona-to bloccato a causa della guerra, fondarono una nuova squadra, la START e vinsero le competizioni del campionato indetto dai Tedeschi. Riuscirono a battere nella finale la squadra dei Tedeschi che chiesero una rivincita ma furono battuti di nuovo . Questa vittoria sul campo da gioco alzò il morale della città è abbattè quella delle truppe d’occupazione che non tardarono a mettere in atto una rappresaglia contro i giocatori stessi. Lo spettacoli si ispira ai fatti e personaggi veri.

Ivan ex giocatore di calcio, vive con la sorella cieca Miranda nella sartoria di famiglia, durante l’occupazione tedesca di Kiev. Il loro rapporto è conflittuale, perché l’uno vorrebbe tornare a giocare, mentre l’altra vorrebbe cacciare via i tedeschi. I due si arrangiano aggiustando le divise delle truppe d’occupazione. Un capitano nazista conoscendo l’amore per il calcio di Ivan comunica che l’esercito ha indetto un campionato a cui possono partecipa-re anche squadre della città se si iscriveranno. Ivan è contento e anche la sorella lo è, vorrebbe che Ivan mettesse una bomba sotto gli spalti dove siedono i tedeschi.

È il dramma dei sogni che vengono infranti dalla dura realtà: le mezze misure, l’onestà, i sogni sembrano non funzionare alla fine. Questa pessimistica visione, in realtà è tale perché durante tutta la loro vita i personaggi lottano, vivono di passioni, si battono per i loro ideali e sogni, ed è questo il centro della loro storia, la lotta per qualcosa che si sente in profondo, qualcosa che si vuole così tanto, da mettere a repentaglio la propria vita e morire. E allora anche se sembra che a nulla vale che la cieca Miranda faccia vedere letteralmente ad Ivan come stanno le cose, o sembra non servire a nulla che Ivan cerchi di mediare fino alla fine per la non violenza, anche se gli ostacoli portino una fine cruenta ciò che si trovano di fronte è una vita che insegna a lottare, lottare sempre, e dimostra che una vita che può essere chiamata tale è quella che va vissuta per i propri sogni.