2×2 GENTILUOMINI

da venerdì 2 a domenica 4 marzo 2018
ore 21.00 (dal giovedì al sabato); ore 18.00 (domenica)
durata:


da I due gentiluomini di Verona
di William shakespeare
drammaturgia e regia Alessandro Paschitto
con Gianluca Cangiano, Claudio Fidia, Giulia Musciacco, Laura Pagliara, Alessandro Paschitto, Federica Pirone
costumi Federica Pirone
scene Luca Serafino
musiche originali Mario Autore

Commedia “giovane” del Bardo, I due gentiluomini di Verona è un testo dalle proporzioni irregolari. Essa sembra somigliare a un capodoglio dal corpo gigantesco e dalla minuscola pinna caudale. La fabula in sostanza si dipana attraverso le vicissitudini di un tradimento: quello del giovane Proteo nei confronti dell’amico Valentino, quest’ultimo innamorato di Silvia. Si espande nei primi quattro atti a dismisura, introduce, elabora, sviluppa in lungo e in largo figure ricorrenti e poi, di colpo, come avesse fretta di concludere, conduce la vicenda ad epilogo con gesto secco: un più che mai inatteso lieto fine.

Il testo shakespeariano già nel titolo non cela quali temi portanti quelli dell’educazione sia sentimentale che sociale dei giovani. Cosa voglia dire essere un “gentiluomo”, quali siano le qualità di questa figura, quale sia la sua formazione sono gli interrogativi attorno a cui il bardo fa attorcigliare le vicende di quest’opera. Il termine, non privo di suggestioni medievali, è portatore di ascendenze relative all’amor cortese. Di fatto, Valentino e Proteo, sulle cui azioni e intenzioni l’intreccio focalizza per la maggiore, si rivelano essere tutto tranne che quanto ci si aspetterebbe sia un uomo gentile dal nobile cuore. L’immaginario immacolato del rapporto amoroso, difatti, è dichiaratamente rovesciato. Vi è tradimento e menzogna, ora dissimulazione ora omissione, si è in procinto addirittura di accedere alla violenza carnale. A partire già dal titolo, in “2×2 Gentiluomini” è dichiarato l’intento di recuperare la centralità del quadrangolo di personaggi (Silvia e Giulia sono, a pari merito, elementi fondamentali nella comprensione del plot) tra i quali viene a svilupparsi una vera e propria geometria delle passioni (dove il quattro è frutto della moltiplicazione elementare della doppia coppia in cui i quattro elementi costituiscono, senza scomodare i pitagorici, i vertici di un metaforico quadrato1). Il titolo dell’allestimento vede anch’esso come parola chiave “gentiluomini”. Non prerogativa, però, questa volta delle sole figure maschili. Cosa voglia dire esser “gentiluomini” è una prerogativa di ogni individuo. La formazione del gentiluomo sta dunque a significare, e il testo ben si presta a tale traslazione, cosa voglia dire per un giovane crescere e diventare adulto. Le prime passioni sono il campo, spesso mefitico, sulla base del quale quali egli cerca di stabilizzare il proprio equilibrio, senza forse raggiungerlo mai. “2×2 Gentiluomini” è dunque un’opera di formazione, che attraversa le questioni relative alla costruzione dell’immagine di sé, al rapporto di questa immagine con l’altro, all’intermittenza delle pulsioni. Un’opera, in sostanza, sulle vicissitudini del crescere, in cui l’amore costituisce l’intercapedine che separa adolescenza ed età adulta.