SALOME’

sabato 24 agosto 2019 ore 21.30
domenica 25 agosto 2019 ore 21.30

SALOME’ il settimo velo

tratto da Salomè di Oscar Wilde
adattamento di Livia Bertè
regia di Roberta Misticone
con Livia Bertè, Roberta Misticone, Gianluca Rovinello
musiche originali di Gianluca Rovinello
produzione La chiave di Artemysia
costumi e trucco di Milena Di Martino

Salomè è l’emblema dell’incapacità di comunicare. I personaggi del dramma, sebbene mossi da sentimenti differenti, cercano tutti di esprimere un forte ideale, ma vengono fagocitati dalla mancanza di ascolto che ognuno ha per l’altro. Soccombono, e le loro anime si anneriscono fino ad annichilirsi. Lo stesso Erode, che all’apparenza sembra il vincitore, è il maggiore perdente: ha perso la sua unica possibilità di riscatto. Egli ha Salomè, ha il potere, ma la sua anima è definitivamente perduta. Erode è un politico che sa bene quello che vuole e non si pone scrupoli nell’ottenerlo tramite ambigue richieste e l’appiattimento delle coscienze. Il profeta Giovanni viene subito imprigionato perchè è il simbolo della verità che deve essere soppressa giorno dopo giorno perché troppo pericolosa. Erodiade è una regina inetta e sterile, troppo impaurita per cambiare il corso degli eventi. E infine c’è Salomè: creatura di bellezza, perduta al centro della lotta atavica del risveglio. L’amore per Giovanni riscuote la sua coscienza, lei cerca di capire se il suo animo sarà forte abbastanza per accettare il cambiamento o deciderà di tornare indietro. I sette veli della sua danza sono i sette veli dentro se stessa, i sette riflessi in cui ella dovrà guardare. Il settimo velo rappresenta l’ultimo strato da togliere per attuare il risveglio della coscienza, quando gli occhi saranno in grado di vedere la verità per ciò che è: cruda, crudele, salvifica. Ma Salomè e il Tetrarca, non ancora maturi abbastanza per un processo evolutivo così avanzato dell’animo, scelgono di non vedere. Giovanni, l’unico dotato di occhi illuminati, viene soppresso ed ucciso da una società non ancora pronta ad accettare il cambiamento e la luce. Erodiade ne è specchio e vittima e dunque, al contempo, l’unica vincitrice.

Lo spettacolo presenta una rivisitazione moderna dell’opera di Oscar Wilde che avviene pur mantenendo alcuni dettagli che rimandano ad un’immagine antica, ad un ricordo del mondo giudaico del I sec. A. C. In scena ogni azione, ogni emozione, viene mostrata al pubblico con il movimento del corpo e con la forza delle musiche originali scritte dal maestro d’arpa Gianluca Rovinello. Il musicista è parte della scena, alter ego dei protagonisti dell’opera, Giovanni, Salomè, Erode ed Erodiade. Ogni strumento richiama il carattere di ogni singolo personaggio descrivendolo quindi in modi nuovi ed inusuali, ma che rimandano alla mente qualità intime ed immediate della loro personalità. L’arpa per Giovanni; il violoncello per Salomè e le percussioni per i Tetrarchi.

In questa versione, alla mente dello spettatore, non è chiesto di decodificare codici, come quello linguistico, ma di lasciarsi trasportare e sentire. La storia, in parte rivisitata, lascia spazio a delle interpretazioni più umane, quintessenza della vita reale.