LUISA SANFELICE. L’INCORONATA

venerdì 10 agosto 2018 ore 21:30

drammaturgia Emanuele Tirelli
con Iolanda Salvato Maia Salvato Laura Pepe Salvatore Veneruso
musiche originali Igor De Vita costumi e trucco di scena Mariella Cuccurullo
assistente alla regia Rosanna Esposito
regia Iolanda Salvato

Nella notte tra il 9 e il 10 settembre, il fantasma di Luisa Sanfelice appare a Napoli in compagnia di sua madre per consumare la vendetta nei confronti di Ferdinando di Borbone. Il re, accanito contro di lei, l’ ha condannata a morte rifiutandole la grazia chiesta dagli stessi reali napoletani. Incoronata madre della patria, rea di stato e fedifraga, Luisa ha salvato momentaneamente la Repubblica Napoletana del 1799 dalla congiura controrivoluzionaria dei Baccher e, per questo suo sgarro, è salita al patibolo mentre parte dei suoi amici riusciva ad ottenere l’ esilio. Troppo parlata, poco conosciuta, molto invidiata per la bellezza disarmante e la freschezza leggera: una donna innamorata della vita e della speranza, adesso fantasma ossessionato da Ferdinando che attende per liberaƌsi del tormento attraverso l’ assassinio. La protagonista, interpretata da due attrici, si esprime in lingua napoletana e racconta un’ esistenza profumata di fiducia, l’ amore per un marito che la abbandonerà per debiti di gioco, le amicizie dissolte, la morte dell’ unico uomo che abbia avuto cura di lei, la Rivoluzione napoletana. Luisa Sanfelice, Napoli, la Rivoluzione del 1799 e l’ ossessione sono i quattro temi portanti di questo lavoro dai quali partono ramificazioni più o meno robuste.

Note dell’autore

È la storia della bellezza vinta da una solitudine numerosa e taciuta dal sorriso. Il racconto di una donna dibattuta e controversa. Di un periodo fondamentale per l’Italia, ma increspato da un regno ferino e da un ricordo sempre più sbiadito. È il ritratto di una necessità. La cornice di una città meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente. È il racconto di una necessità. La cornice di una città meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente.

Note di regia

L’ approccio con un personaggio storico è sempre una scommessa. È stato necessario confrontarsi con quello che hanno detto, scritto e con il pensiero comune. Luisa Sanfelice è passata alla storia come eroina e come gran puttana, come donna dagli ideali forti. La teoria prevalente la vede come personaggio negativo e quindi meritevole della vita e della morte che le sono toccate. Attraverso le parole di Emanuele Tirelli, la mia protagonista vuole alienarsi da tutto ciò. Mi piace immaginarla innamorata, innamorata di suo marito, innamorata dei suoi figli, dei suoi amanti, della vita, di un’idea che forse non aveva capito bene cosa fosse. O forse sì. Che fosse consapevole o meno delle conseguenze delle sue azioni non lo so, non voglio e non posso essere io a deciderlo, la storia lo ha già deciso. Il testo col quale ci confrontiamo è anche, forse lo è soprattutto, una profonda riflessione su Napoli, l’Italia e l’ essere umano. Quelli di ieri, quelli della rivoluzione del 1799 e quelli di oggi. Anche noi viviamo una storia che non ci piace e vorremmo trovare un salvacondotto per la nostra anima, e il teatro è quello che ci resta.
Iolanda Salvato