dal 30 luglio al 5 agosto

lunedì 30 luglio 2018 ore 21.30
martedì 31 luglio 2018 ore 21.30
mercoledì 1 agosto 2018 ore 21.30

IL GIOCO DELL’AMORE E DEL CASO

di Pierre De Marivaux
adattamento e regia di Mirko Di Martino
con Antonio Buonanno, Antonella Liguoro, Tommaso Sabia, Alessia Thomas, Gabriele Savarese
costumi Annalisa Ciaramella
aiuto regia Titti Nuzzolese
assistente alla regia Elena Paoletti
produzione Teatro dell’Osso e Teatro TRAM

Silvia, la giovane figlia del nobile Orgone, decide di travestirsi con gli abiti della sua cameriera Lisetta per poter osservare di nascosto il suo promesso sposo Dorante, che lei ancora non conosce. Ma Dorante, all’insaputa delle due ragazze, ha avuto la stessa idea: ha scambiato i suoi abiti con quelli del servitore per poter studiare la sua futura moglie. Solo Orgone è al corrente di entrambi i travestimenti, ma non dice nulla perchè è convinto che lo stratagemma possa essere un ottimo modo per svelare i veri sentimenti di ciascuno di loro. Riuscirà, l’amore, a trovare la strada giusta per arrivare al cuore dei quattro protagonisti?

L’amore non è un gioco: il titolo scelto da Marivaux per la sua celebre commedia è volutamente ambiguo. Non sono i personaggi che giocano all’amore, ma è l’amore che gioca con loro con la complicità del caso, o del destino. O forse dovremmo dire con la complicità della ragione, che conosce le ragioni del cuore meglio del cuore stesso (sovvertendo il famoso aforisma di Blaise Pascal). Il saggio Orgone, infatti, più che un padre, appare come il regista dello spettacolo che i quattro ragazzi recitano sotto i suoi occhi. Ma “recitare”, in francese, si dice “jouer”, cioè giocare. Recitare è dunque un gioco, ma corteggiare è recitare, quindi anche corteggiare è un gioco, un gioco che ha delle regole da rispettare. E l’amore, invece? E’ una forza che nasce nel cuore, che guarda oltre le apparenze, ma che ha bisogno della ragione per essere guidata. La commedia di Marivaux è vecchia di quasi tre secoli, eppure, spogliata di tutto ciò che appartiene al tempo dell’Illuminismo francese, torna in scena piena di vita, fresca, perchè i sentimenti, da che mondo è mondo, sono sempre gli stessi.

“Il gioco dell’amore e del caso” è uno dei capolavori teatrali del drammaturgo francese Pierre de Marivaux. Si tratta di una commedia che fu rappresentata la prima volta dagli attori della Comédie italienne il 23 gennaio 1730 con grande successo.

giovedì 2 agosto 2018 ore 21:30

RAFFAELLO CONVERSO IN CONCERTO
SERENATA ENCANTADA

con
Franco Ponzo chitarre
Edo Puccini chitarre

Cantare aiuta ad esprimere i sentimenti, su questo concetto Raffaello Converso, attraverso brani significativi della tradizione partenopea e spagnola, racconta pagine di vita con la forza interiore di chi indaga in essa per portarne alla superfice valori veri e naturali.

Serenate, storie d’amore e di potere tra Napoli e Spagna, dinastie intrecciate, tracciati di parabole di ‘destini’ da disegnare e da sovrapporre, da comparare ove possibile.
Lo spettacolo ha lo scopo di raccontare due terre, storia, passioni, tradizioni e contaminazioni attraverso una sequenza di canzoni dai secoli scorsi ad oggi.
Vi sono brani che rappresentano diverse epoche della storia e del costume partenopeo e spagnolo, musicalmente rivisitati in un sound di etnia mediterranea, sicuramente di interesse e di grande presa emozionale.
Per l’occasione, Raffaello Converso (musicista-cantante-attore), invita i suoi amici chitarristi Franco Ponzo e Edo Puccini, avvalendosi della preziosa intesa musicale e della consolidata collaborazione che dura da circa un ventennio.
Gli arrangiamenti, pur rispettando le caratteristiche storico-musicali dei componimenti originali, lasciano spazio a influenze di stile più nuovo nate da una naturale esigenza dei tre amici musicisti coinvolti in questo nuovo allestimento.

venerdì 3 agosto 2018 ore 21:30

QUATT’ MANC’ TRE
LA LEZIONE DI IONESCO

tratto da La Lezione di Eugene Ionesco
drammaturgia di Mauro De Simone
regia Alessandro Tedesco
con Mauro De Simone, Alessio Sordillo, Alessandro Tedesco
scene e costumi Max Max

“La Leçon” denuncia l’assurdità della vita e dei rapporti sociali grazie ed in ragione dell’universo della parodia: la forma è spogliata; l’azione semplice prevede poche peripezie sceniche ma lo sviluppo progressivo dei dialoghi-monologhi riesce a rapire lo spettatore grazie al mélange che l’autore stesso indica subito dopo il titolo: “La Leçon” è un dramma comico. La prima parte è incentrata su aspetti e segni del divertimento: i giochi di parola proliferano così come le frasi o le deduzioni basate su ragionamenti “assurdi” che nella traduzione dal francese al napoletano della messa in scena della Compagnia Live sembrano trovare nuova linfa pur non tradendo il senso e il ritmo originali. Tutto questo provoca il sorriso e spesso la risata dello spettatore ma alcuni interventi, alcuni esempi o suggestioni del protagonista creano un clima di tensione e preannunciano la fine tragica dell’epilogo.

sabato 4 agosto 2018 ore 21:30

MI CHIAMANO MIMI’
MIA MARTINI TRA PROSA E MUSICA

di e con Sarah Falanga
produzione Accademia Magna Graecia

L’Accademia Magna Graecia, in collaborazione col Museo Archeologico Nazionale di Paestum, presenta “…mi chiamano Mimì” in occasione del settantesimo anniversario della “Rinascita” di Mia Martini, un mito moderno della musica leggera Italiana. Lo spettacolo è stato scritto e portato in scena nel 2015 ed ha debuttato in esclusiva per il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, riscuotendo gran successo di critica e pubblico. A circa vent’anni dalla sua scomparsa, infatti Mia Martini è più libera è presente che mai. L’essenza della sua personalità e l’immagine della sua forza interpretativa unica, la hanno resa viva, .ancora più viva di quanto sia stata, costretta dalle ignoranti cattiverie del becero vociare sul suo conto. Ora è libera veramente, vibrante nella sua, e nella nostra, musica.

Lo spettacolo, tra prosa e musica, di Sarah Falanga consegna al pubblico la storia di un uomo che ha amato Mimì, forse a sua insaputa. Ora Franco senza di Lei è un Sole senza luce… Poi la scoperta di un amore, la sua illusione e l’ingombrante ed ossessionante ricordo. E pensare che Mimì ha sempre creduto di non essere mai stata amata “a modo suo”!

domenica 5 agosto 2018 ore 21:30

‘O FLAUTO MAGGICO

tratto da Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart e Emanuel Schikaneder
drammaturgia e regia Mirko Di Martino
con Orazio Cerino
musiche dal vivo Bruno Tomasello
scene e costumi Chiara Carnevale, Francesca Liguori
aiuto regia Vittorio Passaro
produzione Teatro dell’Osso in collaborazione con TRAM Teatro Arte Ricerca Musica

“O flauto maggico” è uno spettacolo di narrazione con musiche e rumori eseguiti dal vivo, adatto a grandi e piccoli. Dell’opera originale restano intatti sia lo spirito illuminista che l’atmosfera fantasy, uniti però ad un forte accento citazionista e ad una abbondante dose di divertimento. La lingua utilizzata è un misto di italiano e napoletano, di prosa e versi, di parlato e cantato. La colonna sonora originale, eseguita dal vivo, si diverte a stravolgere l’originale partitura di Mozart contaminandola con i suoni mediterranei e gli effetti elettronici.

Lo spettacolo nasce da un’ipotesi fantasiosa e intrigante: le avventure descritte nel Flauto Magico potrebbero essere state realmente vissute dal giovane Mozart durante il suo soggiorno a Napoli? È noto, infatti, che Mozart visitò la Capitale del Sud Italia nel 1770 all’età di 14 anni, durante il suo viaggio in compagnia del padre. L’anno seguente moriva a Napoli Raimondo di Sangro, il famoso e già leggendario Principe di Sansevero. Il giovane prodigio della musica e l’anziano letterato esoterico non ebbero alcun contatto (o almeno, noi non ne sappiamo nulla), ma l’ipotesi di un loro incontro è estremamente affascinante. Perchè non pensare, allora, che Mozart abbia scoperto le idee massoniche proprio grazie all’incontro con Sansevero? Si sa che “Il Flauto Magico” è un’opera profondamente intrisa di ideali esoterici: e se Mozart lo avesse composto proprio grazie alla sua esperienza napoletana? I rimandi e le coincidenze sono tantissimi: il viaggio del Principe Pamino si conclude in un Tempio della Verità che sembra la descrizione della Cappella del Cristo Velato; il paesaggio desertico del primo atto ricorda la Solfatara di Pozzuoli (che Mozart visitò) e la Regina della Notte sembra un riflesso della Sibilla Cumana; il buffo Papageno potrebbe essere nato dall’incontro con Pulcinella in qualche vicolo napoletano e il nero Monostato strizzerebbe l’occhio all’inquietante Cagliostro. La fantasia vola e si confonde con la storia e la leggenda, la musica colta si mescola con quella popolare. Il gioco delle citazioni e l’arte della contaminazione danno vita a uno spettacolo gioioso, adatto a grandi e piccoli, che promuove l’immagine di Napoli come centro europeo della cultura e della musica. Non a caso Mozart si aspettava grandi cose dal suo soggiorno napoletano: perchè la cultura del Settecento trovó proprio a Napoli uno dei centri di irradiazione più vivaci d’Europa.